Dicembre 16, 2020

Un aiuto professionale alla comprensione dell’adolescenza

L’Adolescenza è un periodo molto delicato della vita di una persona perchè è in questa fase che si delinea la Personalità dell’Individuo. La “prima adolescenza” inizia intorno ai 12 anni e ne è sancita la fine a 20 anni.

Prima di questa età è concordato non fare diagnosi di Disturbi di Personalità a meno che non si verifichino particolari condizioni [DSM Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, edizione V, 2014]

In Adolescenza esistono dei vissuti comuni e la loro manifestazione può assumere forme molto diverse. Uno dei comportamenti mettano in atto comportamenti molto eterogenei e addirittura contraddittori che rendono ipersensibili alla “mancanza di coerenza”; ciò consente di sperimentare modi diversi per poter scegliere la “persona che si vuole essere da grande”.

Spesso si può manifestare la difficoltà di impegnarsi nei doveri (in particolare la scuola) in quanto le energie vengono investite sulle relazioni amorose, sulle criticità relazionali con i coetanei e le aspettative degli adulti che ci circondano vengono percepite stringenti e svalutanti. Frasi del tipo “non ti riconosco”,  “questo non è da te” vengono percepite come veri e propri attacchi alla propria ricerca di identità, tutta volta a differenziarsi dai modelli familiari.

La fase di Separazione spesso è caratterizzata da una certa insofferenza nei confronti dei genitori, data dal bisogno di “liberarsi” dai “loro” insegnamenti per poter percepire “propri” i valori che ne conseguono. In questa fase la famiglia generalmente viene vissuta come una gabbia e si iniziano ad avere moti di protesta e di richiesta di maggiore autonomia. 

Nel percorso di “Individuazione” divengono indispensabili i rapporti che si hanno con i propri modelli di sviluppo che in questa fase vengono scelti al di fuori del contesto familiare; ciò può essere vissuto dai genitori come un messaggio diretto di squalifica nei loro confronti e portare ad una maggiore difficoltà al dialogo.

Può accadere che il vissuto prevalente sia l’incertezza sulla propria identità: il corpo ancora sta cambiando e non è sempre semplice accettarne la trasformazione;  altre volte può essere l’insicurezza sulle proprie caratteristiche di base: autostima, intelligenza, assertività sono solo alcune delle dimensioni messe in dubbio; altre ancora la paura di non riuscire a costruirsi le basi per un futuro felice. 

Non è raro che compaiano anche sintomi transitori quali disfunzioni del comportamento alimentare, dispercezioni corporee, dipendenze o abuso di sostanze, stati di ansia, pensieri fissi e ricorsivi, insonnia o sintomi psicosomatici generici come mal di testa o mal di stomaco. 

In ogni caso il percorso di costruzione della propria Personalità porta con sè molti ostacoli e sacrifici: ciò che prima era diretto e facile da comprendere, adesso si dota di complessità nella ricerca del Senso e non può prescindere dalla profondità del contatto con sè stessi. I vissuti di caducità e impotenza derivanti dalla ricerca di Senso della propria esistenza implicano la presenza di abbassamenti del tono dell’Umore (basti pensare ai ricchi esempi in Poesia dal “Pessimismo cosmico” di Giacomo Leopardi al Decadentismo dei “Poeti maledetti”). Dall’altro lato provare emozioni forti, vivere esperienze nuove, fare avvincenti scoperte possono alzare il tono dell’umore sino all’eccitazione e questo può provocare le tipiche oscillazioni umorali adolescenziali (dalla felicità alla tragedia in un minuto e viceversa). 

In età adulta, queste manifestazioni possono essere veri e propri sintomi: il rapido oscillare dell’umore può essere sintomo di disturbo bipolare; giornate intere passate ad osservare il soffitto con il tipico sguardo nel vuoto può essere sintomo di depressione; pensieri fissi e ricorsivi possono essere sintomo di disturbo ossessivo; e questi sono solamente alcuni esempi.

Ma allora, chi è che può dire se l'adolescente si trova in un fisiologico percorso di crescita o si sta dirigendo verso un Disturbo di Personalità? 

Spesso i genitori hanno sentore che “qualcosa non va” e allora è opportuno rivolgersi ad un professionista. 

Può essere la mancanza totale di dialogo ad allertare i genitori, che decidono di rivolgersi ad un esperto per essere aiutati a riempire di consapevolezza il silenzio lasciato dai figli

Il bisogno può essere quello di riuscire a tradurre i comportamenti dei figli in messaggi comprensibili in modo da sentire di potersi efficacemente attivare per aiutare i figli nel loro delicato sviluppo.

Sempre più spesso sono gli adolescenti stessi che percepiscono il bisogno di aiuto dell’esperto per essere traghettati con serenità verso l’età adulta e consapevole.

Il compito del terapeuta consiste, da un lato, nell’accompagnare l’adolescente nel tumultuoso e delicato percorso di costruzione di sè, mantenendo sempre lo sguardo al confine tra ciò che è fisiologico e ciò che potrebbe in effetti non esserlo e aiutando l’adolescente ad aumentare il proprio grado di consapevolezza, a dare parola alle emozioni e a scegliere una direzione al cambiamento che sia coerente ed efficace per sè stessi; dall’altro lato aiutare i genitori ad acquisire strumenti per comprendere e sostenere il percorso di sviluppo dei figli anche col fine di garantire il mantenimento di un filo comunicativo che presto potrà tornare ad essere “di-alogo”. 

Spero che questo articolo ti abbia aiutato a capire meglio la condizione adolescenziale. Se ha anche suscitato qualche dubbio non peritarti a scrivermi, potrei approfondire l’argomento da te proposto nel mio prossimo articolo

A presto

linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram